Promuovere la carta fedeltà: dimensioni minime del QR code
Come far iscrivere i primi 30 clienti alla carta fedeltà: dove mettere il QR code, le dimensioni minime di stampa, cosa scrivere sul cartello e cosa postare.
In sintesi: Per promuovere una carta fedeltà, metti un cartello con il QR code in ogni punto in cui i clienti aspettano con il telefono in mano, stampa il codice largo un decimo della distanza da cui verrà inquadrato, scrivi il premio sul cartello e chiedi al personale di proporre la carta a ogni cliente alla cassa per le prime due settimane. Per il resto bastano tre post su Instagram rivolti a chi ti segue già.
FaveCard Team
Pubblicato 24 settembre 2026 · Aggiornato 24 settembre 2026
Ultimo aggiornamento: settembre 2026
Nelle prime settimane, una nuova carta fedeltà serve a una cosa sola: far iscrivere i clienti. Grafica e software passano in secondo piano rispetto all’unico vero obiettivo: fare in modo che chi oggi è al tuo bancone esca con la carta salvata sul telefono. Questa guida ti accompagna passo passo nella settimana di lancio: quale premio offrire, il cartello con il QR code e le sue dimensioni minime di stampa, dove metterlo, cosa scriverci, la frase pronta per il personale alla cassa e tre post per Instagram.
In sintesi:
- Scegli un premio che si raggiunga in circa otto settimane. Se ci vuole di più, pochi arrivano in fondo.
- Stampa un cartello con il QR code per ogni punto in cui i clienti aspettano: cassa, tavolo, poltrona, vetrina. Il QR deve essere largo un decimo della distanza da cui lo si inquadra, e mai meno di 2 cm.
- Scrivi sul cartello il premio e il numero di visite, più «senza app». Mai solo «Scansionami».
- Proponi la carta a ogni cliente nel momento in cui paga. Una frase detta dallo staff vale più di qualsiasi cartello.
- Pubblica tre post nelle prime due settimane: l’annuncio, la guida per iscriversi e il primo premio.
Quasi tutti questi consigli valgono per qualsiasi software per carte fedeltà. L’ultima parte ti mostra come creare cartello e post con FaveCard, e ti spiega cosa puoi fare gratis e cosa invece richiede un piano a pagamento.
Prima di stampare: un premio che si raggiunge davvero
La promozione funziona solo se iscriversi conviene davvero, e il motivo più comune per cui la gente lascia perdere è un premio troppo lontano. Nel nostro studio su 23.296 timbri raccolti in 1.013 piccole attività, le carte pensate per durare 2-4 settimane venivano completate nell’11,4% dei casi. Oltre le 8 settimane la percentuale scendeva a circa il 4%, oltre le 16 settimane sotto il 2%. Quindi, prima di preparare il cartello, facciamo due conti: ogni quanto passa un tuo cliente abituale, e quanti timbri servono sulla tua carta?
- Al bar, un cliente fisso che passa tre volte a settimana arriva a 10 timbri in meno di quattro settimane. Una carta così funziona.
- Una cliente del parrucchiere che torna ogni sei settimane ci mette un anno per arrivare a 10 timbri. Una carta così non la completerà quasi nessuno. Meglio cinque timbri, o un premio ogni tre visite.
Nel nostro benchmark sul tasso di completamento trovi uno strumento di calcolo fatto apposta. E il premio dev’essere qualcosa che offri volentieri: il prodotto che la gente compra già, non uno sconto su qualcosa che non prende mai. Se hai un bar, nella guida al programma fedeltà per bar trovi i conti già fatti sul caffè.
Dimensioni minime del QR code: quanto deve essere grande?
Il QR code deve essere largo un decimo della distanza da cui verrà inquadrato, e mai meno di 2 × 2 cm. Un codice sul POS, inquadrato da circa 30 cm, può essere largo 3 cm. Un cartoncino sul bancone, a mezzo metro di distanza, richiede un codice da 5 cm. Per un cartello in vetrina, inquadrato da 2 metri, serve un codice largo circa 20 cm.
È la famosa «regola del 10:1». Generatori di QR code come QR Code Generator la riassumono così: la distanza di lettura è circa 10 volte la larghezza del codice, con 2 × 2 cm come minimo. Nessuno però spiega da dove arrivi questa regola, quindi l’abbiamo verificata noi.
Come l’abbiamo verificata. Abbiamo fatto una simulazione, non una prova con i telefoni. Siamo partiti proprio dai QR code generati dall’editor di stampa di FaveCard, in 8 misure da 1,5 a 12 cm, più i layout dell’editor stesso per etichetta, A6 e A4. Per ogni dimensione e ogni distanza abbiamo generato 20 fotogrammi simulati a 1920 × 1080, la risoluzione che le linee guida di ML Kit di Google consigliano per leggere i codici a distanza, con livelli realistici di sfocatura, rumore, compressione e inclinazione. Poi quattro lettori QR open source hanno provato a decodificare ogni fotogramma. Abbiamo considerato una distanza «affidabile» quando un lettore riusciva a leggere il codice in almeno il 90% dei fotogrammi.
Cosa abbiamo scoperto:
- La regola del 10:1 regge, con un po’ di margine. Misurando il codice stampato per intero, bordo bianco compreso, i codici senza logo si leggevano in modo affidabile fino a circa 10-13 volte la loro larghezza.
- Un logo al centro riduce la distanza di lettura. Con il logo centrale il codice diventa più fitto, perché serve un livello di correzione dell’errore più alto. Nelle nostre prove, la distanza a cui la lettura resta affidabile è scesa di circa il 12-18%.
- L’angolo conta meno della dimensione. Inquadrare il codice a 35° invece che di fronte riduceva la distanza di lettura del 5-23%, a seconda del lettore.
| Dove va il QR | Da che distanza si inquadra | Larghezza minima del QR | Formato FaveCard adatto |
|---|---|---|---|
| Sul POS o alla cassa | 20-30 cm | 2-3 cm | Etichetta piccola 90 × 50 mm (codice da 26 mm, affidabile fino a circa 20-25 cm nella nostra simulazione) |
| Sul bancone o sul tavolo | 30-50 cm | 3-5 cm | Cartoncino da tavolo o banco A6 (codice da 40 mm, circa 35-40 cm) |
| Su una parete o una porta, da vicino | 50-100 cm | 5-10 cm | Locandina A4 (codice da 80 mm, circa 65-80 cm) |
| In vetrina, dal marciapiede | 2 m o più | 20 cm o più | Un poster più grande, con l’immagine del QR inserita nella tua grafica |

Simulazione, non una prova con telefoni veri. La fotocamera del telefono usa l’autofocus, analizza più fotogrammi e ha un proprio sistema di riconoscimento, quindi con un telefono vero i risultati potrebbero essere anche migliori. Illuminazione e riflessi non sono stati simulati. Prendi queste distanze come un riferimento pratico, non come una garanzia.

Dove mettere il QR code nel tuo locale
Il posto migliore è quello in cui il cliente sta fermo con il telefono già in mano. Non è quasi mai la porta d’ingresso. Al bar, per esempio, è la cassa: lì si paga, si aspetta lo scontrino e spesso il cliente ha già il telefono in mano per pagare con Satispay o Apple Pay.
| Punto | Chi lo vede | Formato giusto |
|---|---|---|
| Accanto al POS o alla cassa | Ogni cliente che paga, proprio mentre paga | Cartoncino A6 in un espositore, o un’etichetta sul POS |
| Sul tavolo | Chi è seduto e ha qualche minuto libero | Cartoncino A6 o segnatavolo |
| Alla poltrona o alla postazione (barbiere, parrucchiere, onicotecnica) | I clienti in poltrona, che durante l’appuntamento si guardano allo specchio | Etichetta sulla cornice dello specchio o sulla postazione |
| In vetrina | Chi passa davanti, prima ancora di diventare cliente | Locandina A4, con il QR all’altezza del petto |
| Sul sacchetto, sulla scatola o sullo scontrino | Chi prende da asporto, una volta uscito | Etichetta o adesivo |
Qualche regola che vale ovunque:
- Tra l’altezza del petto e quella degli occhi. Un QR code all’altezza delle ginocchia, sulla parte frontale del bancone, non lo inquadra nessuno. E nemmeno uno che costringe il cliente a sporgersi oltre il bancone.
- Occhio ai riflessi. Le stampe lucide o plastificate riflettono la luce dei faretti direttamente nella fotocamera. Con la carta opaca, o una plastificazione opaca, il problema sparisce.
- Un solo QR per cartello, non tre. Un cartello con il QR della carta fedeltà, quello del Wi-Fi e quello del menu uno accanto all’altro costringe il cliente a scegliere. Dai al codice fedeltà un cartello tutto suo.
- Mettilo nei punti di attesa. Alla cassa, al tavolo e alla poltrona c’è sempre un minuto morto. Sulla porta no.

Illustrazione: un file A4 esportato così com’è dall’editor di stampa di FaveCard, inserito in una foto stock di una vetrina.
Cosa scrivere sul cartello della carta fedeltà
Il cartello deve rispondere alle tre domande del cliente nel momento stesso in cui lo guarda: cosa ci guadagno, quanto ci vuole, quanto è complicato. «Scansionami» non risponde a nessuna delle tre.
La formula: premio + numero di visite + «inquadra e iscriviti, senza app».
| Attività | Titolo | Riga sotto il QR |
|---|---|---|
| Bar | Il decimo caffè lo offriamo noi | Inquadra il codice e aggiungi la carta al telefono. Senza app. |
| Barbiere | Il 6° taglio è gratis | Inquadra ora e prendi subito il primo timbro. |
| Centro unghie | La 5ª manicure a metà prezzo | Inquadra e iscriviti. La salvi nel Wallet del telefono, Apple o Google. |
| Forno | Alla 10ª spesa, la focaccia te la regaliamo noi | Inquadra e inizia la raccolta. Niente app, niente tessera di carta. |
Cosa non mettere sul cartello:
- Il regolamento. Si può leggere sulla carta stessa.
- L’indirizzo completo del sito. Nessuno lo digita.
- Troppe richieste insieme. Con «Seguici, lasciaci una recensione, iscriviti alla carta» sullo stesso cartello, alla fine il cliente non fa nessuna delle tre cose.

L’editor di stampa ti suggerisce i testi per il tuo settore. Ogni riga si può modificare, quindi metti il premio nel titolo.
A colori o in bianco e nero?
Il QR code tienilo scuro su bianco, di qualunque colore sia il resto del cartello. La grafica intorno può usare i colori della tua attività, ma il codice ha bisogno di un forte contrasto tra i quadratini scuri e uno sfondo chiaro.
- Metti un riquadro bianco dietro il codice sulle grafiche scure o colorate, e lasciagli intorno un margine bianco pulito. Lo standard del QR code prevede già un margine libero largo quattro moduli su ogni lato, secondo Denso Wave, l’azienda che ha inventato il QR code.
- Il bianco e nero va benissimo. Con la stampante che hai in negozio o a casa risparmi sull’inchiostro a colori, e il codice si legge altrettanto bene. Che tu stampi a colori o in bianco e nero, il QR code è esattamente lo stesso.
- Evita i codici chiari. Un codice grigio chiaro o color pastello su fondo bianco può sembrare elegante, ma offre troppo poco contrasto alla fotocamera. La nostra simulazione non ha tenuto conto di luce e riflessi, quindi non possiamo misurarne l’effetto, ed è proprio per questo che il nero su bianco è la scelta più sicura.

Dillo a voce: la frase che fa iscrivere i clienti
Il cartello attira lo sguardo, ma a chiedere dev’essere una persona. Diciamoci la verità: i clienti si iscrivono quando qualcuno glielo propone, e il momento giusto è quando pagano, perché il telefono ce l’hanno già in mano.
Prepara una frase per il tuo staff e chiedi a tutti di usarla con ogni cliente per le prime due settimane:
«Ti va di fare la nostra carta fedeltà? Basta inquadrare il codice, si salva sul telefono e il [decimo caffè] te lo offriamo noi.»
Se ai tuoi clienti dai del Lei: «Le va di fare la nostra carta fedeltà? Basta inquadrare il codice, si salva sul telefono e il [decimo caffè] glielo offriamo noi.»
Poi metti subito il primo timbro: così la carta non parte da zero.
Vale la pena superare un po’ di imbarazzo. Toast, un sistema di cassa americano per ristoranti, ha pubblicato un report sui clienti abituali, ripreso da CX Dive: tra gli iscritti al programma fedeltà di un ristorante la percentuale di chi ritorna sfiora il 30%, contro una media generale del 7%. Secondo lo stesso report, circa la metà dei clienti dice che si sente apprezzata soprattutto quando viene riconosciuta dal personale.
Se il personale continua a dimenticarsene, punta sul self-service: un tablet sul bancone in modalità kiosk permette ai clienti di iscriversi e timbrare la carta da soli, inquadrando un codice sullo schermo.
Cosa pubblicare su Instagram per il lancio
I tuoi follower ti conoscono e ti apprezzano già: trovare tra loro i primi 30 iscritti sarà la parte più facile. Nelle prime due settimane bastano tre post:
- L’annuncio. La carta, il premio e la data di partenza. «È arrivata la nostra carta fedeltà! Da oggi il decimo caffè lo offriamo noi. La salvi sul telefono, senza app. Link in bio.»
- Come iscriversi. Una grafica con il QR code e i passaggi: inquadra, salva la carta sul telefono, fatti mettere il timbro alla cassa. Pubblicala anche nelle storie, con lo sticker Link, perché i link nelle didascalie non sono cliccabili.
- Il primo premio. Quando il primo cliente ritira il caffè omaggio, ringrazialo (con il suo permesso) o mostra semplicemente la carta completata. È la prova che il premio si raggiunge davvero.
Qualche nota sul formato:
- Usa il verticale 4:5 (1080 × 1350 o superiore). È il formato più alto che Instagram accetta per le foto nel feed, quindi carta e QR occupano più spazio sullo schermo.
- Tieni il testo lontano dai bordi laterali. La griglia del profilo mostra un’anteprima più stretta e più alta rispetto al feed, quindi un titolo che arriva fino ai bordi rischia di essere tagliato nell’anteprima.
- Rendi il QR leggibile anche da un altro schermo. Capita che qualcuno inquadri il codice dal telefono di un amico o da un portatile, quindi lasciagli spazio e dagli un buon contrasto scuro su chiaro, proprio come sulla carta.


Un post di annuncio e una grafica su come iscriversi, entrambi esportati dall’editor per i social di FaveCard nel formato post (4:5).
Cosa non fare
- Non dare timbri in cambio di recensioni su Google. Le norme di Google sui contenuti elencano tra le cose vietate: «Offrire incentivi, come pagamento, sconti, prodotti e/o servizi senza costi, in cambio della pubblicazione di una recensione». Chiedi le recensioni, rendi facile lasciarle con un QR code per le recensioni Google, ma tienile separate dalla carta.
- Non obbligare nessuno a scaricare un’app per iscriversi. Ogni passaggio in più al bancone ti fa perdere clienti. Una carta fedeltà digitale che si salva direttamente in Apple o Google Wallet, o che si apre nel browser, si attiva con una sola scansione.
- Non lanciare la carta per poi sparire. L’abitudine nasce proprio nelle prime due settimane. Proponila a ogni cliente, ogni volta, finché la maggior parte dei tuoi clienti fissi non l’avrà salvata sul telefono.
Come creare cartello e post con FaveCard
FaveCard crea il cartello e i post partendo dalla carta che hai già impostato, così logo, colori e QR code sono coordinati senza bisogno di un grafico.
Materiali da stampare. Nella schermata di condivisione della tua carta o della tua Pagina attività trovi la sezione «Materiali da stampare»: quattro design («D’impatto», «Elegante», «Come funziona» e «La carta protagonista») e quattro formati: «Etichetta piccola» (90 × 50 mm), «Cartoncino da tavolo o banco» (A6), «Locandina A4» e «QR per il tuo design», un’immagine PNG da 1600 × 1600 px per le grafiche che crei da solo in Canva o in Word. L’editor ti suggerisce i testi adatti al tuo settore, e ogni riga resta modificabile. Con «Scarica il PDF da stampare» ottieni un file per la tua stampante (due cartoncini A6 o dieci etichette su un foglio A4, con i segni di taglio), mentre con «Da portare in tipografia» hai il file del singolo formato. Tutto a colori o in «Bianco e nero».

Grafiche social. La stessa carta diventa un post Instagram (4:5), un post quadrato o una storia, più la «Guida con il tuo logo»: una grafica che spiega come iscriversi, con i passaggi e il QR code, già abbinata ai colori della tua carta.
Quanto costa. L’editor di stampa e le grafiche social sono inclusi in tutti i piani, anche nel piano Free. Sui materiali da stampare che rimandano alla tua carta fedeltà, due personalizzazioni richiedono il piano Pro, oppure la prova gratuita, valida fino ai tuoi primi 30 clienti: il tuo logo al centro del QR code della carta e i pulsanti «Aggiungi a Apple Wallet» e «Aggiungi a Google Wallet», perché i pass Wallet sono una funzione Pro. I materiali della Pagina attività possono avere il logo nel QR con qualsiasi piano. Con il piano Free, i clienti ricevono una carta che si apre nel browser del telefono. Trovi l’elenco completo nella pagina dei piani e prezzi.

Se non hai ancora una carta, puoi crearne una in circa cinque minuti e poi scaricare subito i materiali da stampare.
Dopo i primi 30 clienti
Quando la carta ce l’hanno i tuoi clienti abituali, il lavoro cambia: non si tratta più di farli iscrivere, ma di farli tornare. Un’offerta per i giorni morti, un premio per il compleanno, un promemoria per chi non si vede da un po’. Da qui in poi possono esserti utili due guide, per ora solo in inglese: la nostra lista di idee per promuovere la carta fedeltà riparte esattamente da questo punto, e la guida alle domande per l’iscrizione spiega quali dati raccogliere al momento dell’adesione.
Domande frequenti
Come faccio a far iscrivere i clienti alla carta fedeltà?
Proponila a ogni cliente al momento di pagare, e fai in modo che per iscriversi basti inquadrare un codice. Metti un cartello con il QR code dove cade già l'occhio del cliente mentre aspetta: la cassa, il POS, lo specchio della postazione. Sul cartello scrivi il premio e il numero di visite, non solo «Scansionami». E dai al personale una frase pronta: il cartello attira l'attenzione, ma è l'invito a voce che fa scattare l'iscrizione.
Quali sono le dimensioni minime di un QR code da stampare?
Dividi per 10 la distanza da cui il cliente lo inquadrerà: ottieni la larghezza minima del QR code, bordo bianco compreso. Circa 3 cm per un codice sul POS, 5 cm per un cartoncino sul bancone inquadrato da mezzo metro, 20 cm per un cartello in vetrina inquadrato da 2 metri. Non scendere mai sotto i 2 × 2 cm. Se metti un logo al centro del codice, la distanza di lettura si riduce: in quel caso stampalo un po' più grande.
Dove metto il QR code della carta fedeltà nel mio locale?
Dove il cliente sta fermo con il telefono già in mano: accanto al POS o alla cassa, sui tavoli, alla poltrona del parrucchiere o del barbiere, e in vetrina per chi passa. Posizionalo tra l'altezza del petto e quella degli occhi, lontano dai riflessi, e mai in un punto in cui il cliente debba sporgersi oltre il bancone.
Cosa scrivo sul cartello della carta fedeltà?
Tre cose: il premio, quante visite servono e che per iscriversi basta inquadrare il codice, senza app. Per esempio: «Il decimo caffè lo offriamo noi. Inquadra il codice e aggiungi la carta al telefono, senza app.» Il regolamento non serve: si può leggere sulla carta stessa.
Posso dare un timbro a chi mi lascia una recensione su Google?
No. Le norme di Google vietano di offrire incentivi, come denaro, sconti, prodotti o servizi gratuiti, in cambio di una recensione. Puoi chiedere una recensione e renderla facile da lasciare, ma non può valere un timbro né un premio.
Cosa pubblico su Instagram per lanciare la carta fedeltà?
Tre post nelle prime due settimane: un annuncio che mostra la carta e il premio, una grafica su come iscriversi con il QR code e i passaggi da seguire, e un ringraziamento quando il primo cliente ritira il premio. Usa il formato verticale 4:5, così il post occupa più spazio nel feed, e metti il link per iscriversi nella bio e nelle storie con lo sticker Link, perché i link nelle didascalie non sono cliccabili.